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AA 2012/2013 BORSE DI STUDIO 92 % IN PUGLIA

 Nel 2012/2013 in Puglia, il 92% degli studenti idonei, 12.421 studenti universitari su 13.503 hanno ricevuto la borsa di studio, mentre nel 2011/2012 solo il 54% fu beneficiario.

Grazie alle manifestazioni studentesche di piazza, la Regione Puglia ha rigettato la politica dei tagli, investendo sulle sue giovani menti. Alle risorse regionali, va aggiunto il fondo Miur, di cui finalmente conosciamo l’entità.

Analizzando la situazione, per ogni sede territoriale pugliese, emerge come Foggia e Taranto, grazie alle risorse finanziarie a loro disposizione, siano riuscite a soddisfare l’intera graduatoria degli idonei, tanto degli iscritti ad anni successivi al primo quanto di quelli iscritti al primo anno, con il 100% di borse assegnate. Per gli studenti di Lecce la copertura arriverà al 100% degli idonei iscritti ad anni successivi e al 75 % degli iscritti al primo anno.

Questa vittoria si deve alla decisione della Regione Puglia di incrementare ulteriormente il fondo regionale destinato al diritto allo studio, con lo stanziamento di nove milioni di euro.

Di questi fondi aggiuntivi assegnati all’A.Di.S.U. Puglia, quattro milioni sono stati destinati esclusivamente all’assegnazione di borse di studio in favore degli studenti iscritti al primo anno nell’A.A. 2012/2013, per colmare la differenza con la copertura riguardante gli idonei di anni successivi al primo. Dei restanti cinque mln, derivanti da risorse proprie della Regione, tre mln riguardano il corrente A.A., due mln sono stati stanziati per l’A.A. 2013/2014. A tutto ciò, va aggiunto il fondo Miur, di cui finalmente conosciamo l’entità, che si attesta ad un cifra di più di 12 mln di euro.

Esprimiamo soddisfazione per un risultato storico, una chimera fino all’anno scorso, in cui la copertura delle borse di studio si attestava al 54%. Dopo aver stoppato definitivamente il Decreto sui Lep del Ministro Profumo, il movimento studentesco registra un’altra importante vittoria.

Vale la pena ricordare, tuttavia, come una copertura così elevata, derivi anche dall’aumento della tassa regionale per il diritto allo studio, da 77,47 € a 140 €, imposto da un decreto ministeriale del Governo Monti.

Questa tassa, a seguito delle richieste degli studenti scesi in piazza quest’autunno, da quest’ anno accademico è stata rimodulata per fasce di reddito: la più bassa è fissata in 120 €, le altre due invece sono fissate in 140 € e 160 €.

Riteniamo iniquo che il sistema nazionale di diritto allo studio sia finanziato per la maggior parte dagli studenti tramite la tassa pro-capite così elevata è inaccettabile un sistema formativo che vede gli studenti e le loro famiglie, come principali finanziatori, mentre lo Stato riduce le risorse. E’ necessaria una legge quadro nazionale, per definire i livelli minimi delle prestazioni, che tutelino gli studenti e le studentesse, e che sancisca una volta per tutte la competenza prevalente dello Stato nel finanziamento del sistema del diritto allo studio italiano.

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