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NO al NUMERO CHIUSO!

Questa mattina si sono svolti i primi test d’ingresso all’Università del Salento: gli studenti in procinto di immatricolarsi alla Facoltà di Ingegneria sono stati i primi a confrontarsi con questo ostacolo.

Seguiranno poi i test di Economia Aziendale ed Economia e Finanza; Lingue, letterature e comunicazione interculturale; Scienza e tecnica della mediazione linguistica; Biotecnologie; Ottica e optometria; Scienze biologiche; Scienze e tecnologie per l’ambiente; Servizio Sociale; Pedagogia dell’infanzia; Scienze e tecniche psicologiche.

Infatti, attualmente, l’offerta formativa del nostro ateneo, prevede l’accesso programmato per 15 corsi di laurea triennali su 28.

Riteniamo che il numero chiuso rappresenti un grave pregiudizio per il diritto allo studio e la libertà d’istruzione degli studenti.

Crediamo che in questi anni si sia consumato un vero e proprio ricatto ingiustificato, che presenta il numero chiuso come l’unica soluzione possibile per salvaguardare la qualità della didattica nonostante i problemi di tipo infrastrutturale, le scarse risorse economiche e l’insufficienza di docenti che caratterizzano l’Università italiana. Tuttavia, tali problemi, che vengono posti a base del ragionamento che porta all’introduzione del numero chiuso, non sono che la conseguenza di una serie di provvedimenti legislativi che hanno accentuato le difficoltà dell’Università italiana: dalla 133/08 alla Riforma Gelmini, dalla Spending Review del Governo Monti al DM 17/2013 varato da Profumo. Il blocco del turn over e i continui tagli ai finanziamenti hanno innescato la logica perversa e profondamente lesiva dei diritti degli studenti, secondo cui invece di accrescere strutture e docenti si punta sulla riduzione degli studenti. Così facendo, si afferma però che il paese non può attualmente garantire il “diritto di raggiungere i gradi più alti negli studi” sancito dall’ art. 34 della Costituzione e che rinuncia a fornire una preparazione adeguata a studenti che hanno invece diritto a scegliere liberamente il proprio percorso formativo e ad essere valutati nella sua durata e non preventivamente.

Inoltre, impedire agli studenti di accedere al corso di studi verso cui sono più propensi, è ingiusto non solo perché costituisce una violazione della libertà d’istruzione e del diritto allo studio, ma anche perché l’accesso è subordinato all’esito positivo di un test che nulla ha che vedere con il proprio percorso scolastico oppure è basato sugli studi non ancora intrapresi.

E’ giusto che siano gli studenti a doverne pagare le conseguenze? Noi pensiamo di no. Per questo motivo, questa mattina abbiamo allestito un banchetto nella facoltà di Ingegneria per dire no al numero chiuso; moltissimi gli studenti che hanno partecipato alla foto petizione avviata oggi per far sentire la voce degli studenti su questo tema. Inoltre, dall’edificio “la Stecca” è stato calato uno striscione con lo slogan: “IL NUMERO CHIUSO BLOCCA L’ACCESSO AL FUTURO”. Continueremo a mettere in campo queste azioni nelle successive date del test per i restanti corsi a numero programmato del nostro Ateneo; inoltre avvieremo un monitoraggio per capire quanti studenti quest’anno resteranno esclusi dall’accesso alla formazione nell’Università del Salento.

3 settembre 2013

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