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STUDENTE ESODATO

Lo scorso Febbraio 2013 a fine legislatura e a camere sciolte il ministro Profumo ha presentato una bozza di Decreto sulla ridefinizione dei LEP che mirava a smantellare ulteriormente il sistema del diritto allo studio. Imponendo stringenti criteri di merito e innalzando la soglia ISEE necessaria per fare domanda di borsa, restringeva arbitrariamente la platea di idonei, per di più discriminando pesantemente il Sud Italia.

Leggi la scheda tecnica di analisi del decreto à http://issuu.com/udulecce2/docs/scheda_tecnica_lecce_decreto_dsu/1

Questo meccanismo malsano ed iniquo avrebbe portato inevitabilmente a tre conseguenze terrificanti:

1) l’espulsione dal sistema di diritto allo studio regionale di migliaia di studenti dovuta alla restrizione dei criteri di accesso ad esso. La conseguenza immediata sarebbe stato l’abbandono dall’università da parte di quegli studenti (specialmente nel sud Italia) che in assenza dei sussidi, che dovrebbero essere garantiti dalla Costituzione, non avrebbero potuto più sostenerne i costi necessari per proseguire gli studi;

2) l’esodo forzato dal sud al nord di tantissimi studenti con ISEE superiore a 14.300, di conseguenza l’ulteriore svuotamento delle università del sud.

3) migliaia di studenti che all’università non si iscriveranno mai, fenomeno che già si sta realizzando, come dimostrano i dati sul calo delle immatricolazioni.

Lo scorso febbraio sono state organizzate numerose assemblee pubbliche nelle residenze universitarie per esporre le criticità del decreto, in particolare per la sede di Lecce era emerso che:

– 392 studenti degli idonei A.A. 2012\13 non avrebbero potuto presentare domanda per quest’ anno, poiché con un reddito ISEE compreso tra i 14.300 e i 17.000;

–  602 su 1018 (pari al 59%) studenti degli idonei A.A. 2012\13 iscritti al secondo anno non avrebbero potuto presentare domanda, perché avevano conseguito meno di 35 CFU (+ 10 CFU rispetto all’anno scorso);

– La quasi totalità degli studenti che alloggiano nelle residenze universitarie e provengono dai Comuni della Provincia di Lecce sarebbe risultata pendolare, poiché il tempo di percorrenza necessario a raggiungere la propria sede universitaria, criterio di definizione della figura dello “studente fuori sede”, era stato portato da sessantacinque a settantacinque minuti. La conseguenza è che avrebbero percepito una borsa di importo inferiore senza avere diritto all’alloggio.

Questi dati allarmanti portarono gli studenti delle residenze universitarie ad annunciare lo stato di agitazione, mobilitarsi in cortei ed occupare tutte le residenze universitarie leccesi e la sede Adisu di Lecce.

Grazie alle proteste e alle mobilitazioni che gli studenti hanno messo in campo in tutta Italia è stato bloccato il “Decreto Profumo” sui L.E.P. che non è mai stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Le Regioni stesse hanno ritenuto che non fosse possibile discutere di un decreto così delicato all’improvviso e senza un’adeguata copertura finanziaria.

Per vedere un video report dell’occupazione della Residenza di Via Lombardia:

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