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Conferenza Regionale sul Diritto allo Studio in Puglia!

Osservando la storia del diritto allo studio nella nostra regione emerge con evidenza come i finanziamenti alle borse di studio, a partire dal 2012, siano fortemente in controtendenza rispetto al quadro nazionale, dimostrando come la Regione abbia attribuito alla conoscenza un ruolo decisivo per lo sviluppo del territorio.

Un segno positivo generato da una particolare convergenza di attenzioni, di lavori ed energie, costruita nel tempo, anche attraverso le mobilitazioni dei migliaia di studenti che denunciavano la loro condizione di idonei non beneficiari, di un diritto allo studio segnato dalla non effettività e dalla precarietà. La conferenza regionale sul diritto allo studio, a cui i territori di Link in Puglia e della Rete della Conoscenza Puglia hanno partecipato, porta con se questo forte segno.

Riteniamo che gli investimenti debbano assicurare una continuità dell’effettività del diritto allo studio e contestualmente una progressiva estensione del welfare. Infatti nel quadro dell’impoverimento generale e l’affossamento delle prospettive post-laurea, l’esistenza delle disuguaglianze sociali troppo spesso porta all’abbandono degli studi o alla fuga dal territorio.

In Puglia si è costruito l’orizzonte di senso verso cui devono tendere le politiche che vogliono garantire un pieno diritto allo studio. Tuttavia, siamo ancora lontani dall’obiettivo della copertura totale, poiché nonostante l’anno scorso si sia raggiunto il risultato storico del 94,5 %, quest’anno sono 3400 gli studenti idonei non beneficiari.

Dai dati diffusi oggi durante la Conferenza si evince come in Puglia il Fondo Statale sia inferiore rispetto al gettito da tassa regionale e alle risorse proprie della Regione (10,7 mln da tassa regionale, 10,2 mln Fondo Statale, 13,8 Regione Puglia).

Si tratta di una tendenza che non accenna ad invertirsi. Anzi, in questi giorni è ripartita la discussione sul Decreto ministeriale sui LEP, a partire dallo stesso testo, proposto dall’ex Ministro Profumo, duramente contestato dagli studenti. Riteniamo inaccettabile l’impostazione ideologica di questo provvedimento, che ha il solo obiettivo di limitare l’accesso al diritto allo studio.

Questa proposta incide pesantemente sull’intero mondo accademico che non può rimanere silente. Crediamo che questa bozza di Decreto così come scritta non debba essere approvata, ma la discussione debba partire con il coinvolgimento degli studenti e siamo pronti a mobilitarci se le nostre richieste non saranno ascoltate.

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