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Legge organica per la protezione della sicurezza pubblica: una minaccia alle libertà civili in Spagna

La Rete Euromediterranea per i Diritti Umani (EMHRN), la Organizzazione Mondiale contro la tortura, e la Federazione Internazionale per i Diritti Umani deplorano l’adozione della bozza per la Legge Organica per la Protezione della Sicurezza Pubblica da parte del Congresso dei Deputati spagnolo l’11 dicembre 2014. Le nostre tre organizzazioni denunciano le crescenti restrizioni al diritto di manifestare in Spagna.

Questa legge, chiamata anche “legge bavaglio” è stata adottata il 25 novembre dalla Commissione degli Affari Interni del Congresso dei Deputati, senza modificare il testo in nessuna maniera significativa per proteggere i diritti dei cittadini alla libertà di espressione e di riunione pacifica. Nonostante il rigetto da parte di tutti i partiti di opposizione e delle organizzazioni di società civile, che hanno denunciato la diretta minaccia che la legge rappresenta al diritto di riunione pacifica, e nonostante l’opposizione dell’82% della opinione pubblica spagnola secondo un recente sondaggio, questa legge è stata adottata proprio il giorno dopo la Giornata dei Diritti Umani e entrerà in vigore alla fine di questo anno.

Usando il pretesto di migliorare la sicurezza pubblica, la Legge Organica sulla Protezione della Sicurezza Pubblica stabilisce un arsenale di sanzioni amministrative, alcune di esse molto severe, finalizzate a dissuadere i cittadini dall’esprimere le loro istanze attraverso le manifestazioni pubbliche. Questa legge è tesa a criminalizzare l’azione collettiva e nuove forme di espressione che si sono sviluppate negli ultimi anni, incluse le escraches (dimostrazioni finalizzate a denunce pubbliche), sit-in, occupazioni di spazi pubblici, circondare parlamenti e sedi istituzionali, concerti di pentole.

Inoltre, è particolarmente allarmante che possano essere imposte multe per aver organizzato incontri pubblici e manifestazioni senza darne preavviso alle autorità, incluso nei casi di incontri spontanei, per i quali una notifica preventiva è impossibile. Non si tiene in nessun conto il carattere pacifico delle manifestazioni. Assemblee pacifiche nelle vicinanze del Congresso, del Senato o delle assemblee legislative delle Regioni Autonome, sarà considerata una “offesa seria” punibile con una multa fino a 30.000 euro. L’uso non autorizzato di immagini di autorità o di personale delle forze di sicurezza sara ugualmente considerata una “reato grave” e questo può ostacolare la documentazione di abusi da parte delle forze di sicurezza e rafforzare l’impunità di cui esse giaà godono.

La nostre organizzazioni denunciano anche la legalizzazione, grazie ad un emendamento presentato all’ultimo minuto dal Governo, delle pratiche di espulsione sommaria, usate a Ceuta e Melilla, con le quali i migranti che dal Marocco riescono ad attraversare il confine vengono immediatamente rimandati indietro. Le nostre organizzazioni considerano che questo nuovo provvedimento violi il diritto di asilo e il principio di non-refoulement. Inoltre, questo emendamento espone i migranti a seri rischi di tortura e di maltrattamenti poichè essi saranno deprivati dalla possibilità di presentare la loro protesta formale in caso di abuso da parte delle forze di sicurezza.

La adozione della bozza della Legge Organica per la Protezione della sicurezza pubblica è contraria agli impegni internazionali sottoscritti dalla Spagna, e in particolare alla Convenzione relativa allo status di rifugiato del 1951; agli articoli 12.1, 18 e 19 della Carta dei Diritti fondamentali della Unione Europea e all’articolo 4 del Protocollo n. 4; all’articolo 11 della Convenzione Europea dei Diritti Umani; e alle raccomandazioni della Corte Europea dei Diritti Umani e di altri organismi internazionali per i diritti umani.

L’Alto Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Nils Mioznieks, ha anche enfatizzato la minaccia che questa legge costituisce per l’esercizio del diritto di riunione pacifica e ha chiesto che siano rimosse dalla versione finale la richiesta di autorizzazione preventiva, la classificazione come “reati gravi” per le manifestazioni intorno  al Parlamento o alle assemblee regionali, e la proibizione di riprendere immagini di agenti delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni. Il Commissario ha anche sottolineato che la proposta di legalizzare espulsioni automatiche e collettive dei migranti è “ingiusta e illegale” secondo il diritto internazionale.

Le nostre organizzazioni chiedono dunque alle autorità spagnole di modificare senza indugio la legge in modo che sia conforme agli standards internazionali riguardanti il diritto di riunione di asilo, e si aspettano una ferma reazione da parte della Unione Europea, incluso il Parlamemto e gli altri Stati membri, di fronte a questa violazione delle libertà civili in Spagna.

 

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