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LINK LECCE ATTACCA IL DECRETO FFO, UNIVERSITA’ DEL SALENTO LA PIU’ COLPITA!!!

STUDENTI IN GUERRA I TAGLI MINISTERIALI INCIDONO SUI SERVIZI copia

Pochi giorni fa, il ministro Giannini ha firmato il nuovo decreto di ripartizione del Fondo per il Finanziamento Ordinario (FFO) agli atenei.

Questo inconcepibile ritardo con cui il Miur ha pubblicato tale Decreto ha messo in seria difficoltà la nostra Università, che è stata costretta ad approvare il bilancio di previsione senza prima conoscere la quota dell’FFO assegnatale. Per tale motivo i rappresentanti di Link Lecce, in tutti gli organi, dal Consiglio degli Studenti, al Senato Accademico, al Consiglio di Amministrazione non hanno votato la proposta di bilancio di previsione presentata.

Inoltre, a lasciare sgomenti sono anche i contenuti di questo decreto: l’Università del Salento perde 2 milioni rispetto al 2013. La causa principale di questo taglio è il nuovo metodo di calcolo della quota base (corrispondente al 72% dei finanziamenti): il costo standard di formazione per studente in corso.

Un sistema inedito che punta ad agganciare lo stanziamento delle risorse non più in base allo storico dei finanziamenti ricevuti, ma assegnando un costo ad ogni singolo studente regolare. In base a questo provvedimento, però, sono assegnati i fondi per sovvenzionare la didattica dei soli studenti in corso, scomputando dal calcolo gli studenti fuori corso (presenti per il 46% nel nostro Ateneo). Quest’ultimi saranno fortemente danneggiati poichè potrebbero subire una riduzione della qualità della loro didattica oppure aumenti spropositati delle tasse.

Il dramma peggiore è che con il costo standard a regime (80% nel 2018) il nostro Ateneo è destinato a subire un taglio di ben 8 milioni, che sommato alla perdita della quota premiale, ammonterà in totale a 10 milioni. Analizzando la proiezione del costo standard a regime emerge che l’introduzione di questo nuovo metodo per calcolare la quota di finanziamento graverà in particolar modo sul nostro ateneo tra tutti gli altri atenei pugliesi. Infatti l’ateneo salentino perderà il 18% di finanziamenti sulla quota base, mentre l’ateneo di Bari ne guadagnerà il 5,5%, il Politecnico quasi l’8% e l’Università di Foggia il 7%.

Sarebbe stata doverosa una maggiore tutela del nostro Ateneo in CRUI (Conferenza Rettori Università Italiane), organo che ha una nostra rappresentanza e che si è espresso favorevole a questo decreto che abbatte la crescita dell’Università salentina e costringe ad una rivisitazione generale delle spese.

Alla luce dell’ allarmante situazione il nostro ateneo dovrà avviare delle politiche mirate all’aumento degli studenti e al miglioramento della didattica, affinché non si continui sul trend così elevato di studenti fuori corso.

  • ­  investire maggiormente sulla didattica tramite un monitoraggio accurato in tutte le facoltà, attivando dei corsi di tutoraggio per l’approfondimento delle materie ritenute più complesse e avviando delle politiche che non rendano la formazione universitaria un percorso ad ostacoli, ma siano mirate ad abbattere il tasso di abbandono degli studi, sempre più alto. Infine è necessario un miglioramento generale dell’offerta formativa;
  • ­  rendere l’università realmente accessible tramite l’eliminazione del numero chiuso, prima vera barriera d’accesso; la diminuzione della contribuzione studentesca, ancora

troppo elevata per una realtà universitaria situata in un territorio con disagi socio­economici come il nostro; infine, tramite l’attuazione di politiche che favoriscano il percorso per gli studenti lavoratori, una realtà sempre più in espansione, ma che l’università non riesce ad assorbire.

Link Lecce ­ Coordinamento Universitario

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