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Al via la campagna AltroBando: necessaria una reale tutela del diritto allo studio

CS: I DIRITTI NON SI MERITANO – COSTRUIAMO L’ALTROBANDO

Negli ultimi anni, ad un costante impoverimento della società con conseguente emarginazione sociale e ricattabilità, oltre che di sempre più progressiva precarizzazione, è corrisposto un sistematico smantellamento dei sistemi di welfare. Tale situazione si è resa insostenibile per quel che riguarda l’accesso ai saperi ed alla formazione, soprattutto rispetto al diritto allo studio universitario: ormai annoso è il problema degli idonei non beneficiari, vale a dire studenti che nonostante ne abbiano il diritto, non percepiscono la borsa di studio a causa dei mancati finanziamenti da parte dello Stato.

Mentre il Governo centrale lascia indietro sempre più parti della società, i luoghi della formazione, tradizionalmente strumento di emancipazione individuale e collettiva, vengono resi sempre più inaccessibili ed elitari. Per invertire questo processo riteniamo necessario e non rinviabile il finanziamento completo del fabbisogno del Diritto allo Studio, così come una revisione in senso inclusivo dei parametri di accesso alle borse di studio.

Dichiara Sara Ingrosso, Rappresentante di Link nel Consiglio di Amministazione ADISU: “L’effetto del Decreto ISEE comporterà che il diritto ad avere una borsa di studio diventi causa di esclusione nel proseguio degli studi, diventando quasi una colpa”. E continua: “Attraverso la Campagna AltroBando stiamo costruendo un percorso partecipato e democratico tra gli studenti, idonei e non, di tutta la Regione per costruire le proposte che riporteremo tanto in C.d.A. ADISU in sede di ridiscussione del Bando per l’assegnazione delle borse di studio, tanto in sede di contrattazione con il Governo regionale; è necessario dare una risposta immediata alle difficoltà che migliaia di studenti trovano nell’accedere e continuare gli studi universitari”.

Riteniamo sia necessario aprire un tavolo di contrattazione regionale che definisca gli obiettivi attraverso il piano annuale, come previsto dalla Legge regionale sul DSU del 2007. Il Governo regionale deve riconoscere il processo di espulsione in atto, i bisogni strutturali e il progressivo allargamento delle diseguaglianze, a partire da quelle reddituali. È necessario non temporeggiare nella risposta a chi vive la precarietà del bilico tra essere idoneo e non borsista o non idoneo per una lieve differenza nel criterio.”

 

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