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LINK Lecce Coordinamento Universitario

[INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO] – CONTESTAZIONE AL MINISTRO GIANNINI

La cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2014­2015 dell’Università del Salento registrava la presenza e gli interventi del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini e del presidente CRUI Stefano Paleari. Due presenze autorevoli, che ci hanno indotto ­ studenti e dottorandi dell’Ateneo salentino ­ ad una forma di protesta tanto pacata e sobria nei toni e nelle modalità di attuazione, quanto esigente e forte nei contenuti. Gran parte delle rivendicazioni sono comuni: Link e Adi non condividono affatto alcuni aspetti avvilenti dell’attuale sistema universitario italiano, caratterizzato, per esempio, dall’infelice distinzione tra atenei ­ per così dire ­ ‘di serie A’ e ‘di serie B’, da un definanziamento perpetuo, da tagli indiscriminati al diritto allo studio e dal blocco del turn over.​La necessità di manifestare nasce massimamente da questo e dalla volontà ­ esternata ieri pubblicamente ­ di dare un segnale tangibile per invertire la rotta. Non è più possibile aspettare: se davvero si vuole investine nella formazione delle nuove generazioni e nella ricerca, come spesso capita di sentire, bisogna farlo adesso.

Abbiamo contestato civilmente il Ministro anche per dar voce a tutti i precari del mondo della formazione, che con la ‘buona scuola’ di Renzi vedranno preclusa la possibilità di accedere all’insegnamento. Noi di Link Lecce temiamo che con l’introduzione delle lauree magistrali abilitanti e con la sospensione del TFA verranno definitivamente esclusi tutti gli studenti e le studentesse che attualmente sono iscritti ad una laurea magistrale, coloro i quali hanno da poco conseguito il titolo, chi frequenta l’ultimo anno della triennale e tutte quelle figure che oggi ruotano intorno al mondo del lavoro della conoscenza. Per questo motivo in CNSU abbiamo portato la richiesta di introdurre dei cicli di TFA transitori fino al 2017, una proposta che pareva essere accolta anche dal Ministro, ma leggendo l’attuale disegno di legge è facile intuire come quelle non furono altro che promesse vane.

Riteniamo inoltre che sia fondamentale rifinanziare il diritto allo studio, duramente tagliato negli ultimi anni. Siamo lontanissimi da qualsiasi standard internazionale: la tassazione è in continuo aumento e continua a persistere la figura dell’idoneo non beneficiario. Tutto ciò porta a conseguenze drammatiche per il paese: diminuzione delle iscrizioni all’università ­ considerata sempre più d’élite ­, calo dei laureati e aumento di cervelli in fuga.

ADI Lecce è convinta che la preoccupante diminuzione dei posti e dei corsi di dottorato ­ un fenomeno che purtroppo nelle regioni meridionali è ancora più accentuato ­ penalizzi la crescita civile, sociale e culturale del Paese. Altrettanto grave e mortificante è la parallela diminuzione del numero di borse messe a bando. Vi si aggiunga che la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca, che nelle intenzioni dovrebbe essere una delle priorità del MIUR, non trova alcun riscontro concreto. Un primo passo in questa direzione potrebbe essere quello della sua valorizzazione in relazione all’accesso all’insegnamento nella scuola pubblica. La via crucis di contratti a tempo determinato che ­ nella migliore delle ipotesi ­ intercorrono tra la fine del percorso di dottorato e il tanto sospirato contratto a tempo indeterminato nel sistema universitario va assolutamente ripensata e semplificata, iniziando necessariamente dall’abolizione dell’assurda distinzione tra RTDa e RTDb.

Ci auguriamo vivamente che il Ministro Giannini abbia colto il senso di una protesta che, come si è visto ieri, è condivisa da studenti, dottorandi e precari del mondo della scuola.

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