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SIAMO UOMINI O CAPORALI?

Chi siamo?Cosa vogliamo?

Siamo un gruppo di artisti, operatori sociali e culturali, rappresentanti di associazioni, uomini e donne singoli e singole che in questi giorni hanno deciso di riunirsi, discutere e confrontarsi per costruire un percorso di mobilitazione e sensibilizzazione sui temi del lavoro, dello sfruttamento e del caporalato.
Lo sviluppo di un agricoltura intensiva, soprattutto nelle regioni del Meridione, ha richiesto una forte presenza di manodopera in periodi limitati dell’anno facendo in modo che il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori migranti e autoctoni nelle nostre campagne raggiungesse dimensioni tragiche, indegne di una comunità che si voglia definire civile.
Il fenomeno del caporalato rientra in questo meccanismo di sfruttamento ed è solo un tassello, seppur importante e squallido, che negli anni ha cambiato modalità e ruolo. Ora il Caporale impone, con la forza, servizi che vanno dal trasporto, al cibo, alle informazioni necessarie per procurare il lavoro.
E’ un vero e proprio strumento al servizio delle Imprese che ricorrendo all’intermediazione illegale non solo abbattano i costi che dovrebbero sostenere con l’applicazione del contratto ( salari più alti, alloggio etc.) ma riescono ad avere una manodopera passiva e inerte perché disciplinata dal caporale.
Rispetto a questa barbarie occorre ribellarsi in maniera seria. Occore strutturare azioni concrete attraverso le quali sensibilizzare e scardinare questi meccanismi di sfruttamento e schiavitù.
Vogliamo iniziare il 20 settembre costruendo un piano di interventi, azioni, manifestazioni, dibattiti,concerti che duri nel tempo e che arrivi a costituire una vera e propria “carovana dei diritti” che possa influire in maniera determinante nella risoluzione di un problema in termini di democrazia, libertà e dignità del lavoro e dei lavoratori e delle lavoratrici.
Chiediamo con forza alle Imprese di contrattualizzare i lavoratori garantendo loro una paga adeguata che sia ad ora e non a cottimo e che mettano a disposizione alloggi dignitosi prossimi ai centri urbani. Non vogliamo più vedere la tristezza e il degrado dei casolari occupati o dei ghetti in cui vige la legge del più forte a scapito degli uomini e delle donne più vulnerabili.
Chiediamo alle ASL ,con molta forza, di strutturare servizi medici e sanitari per i lavoratori e per le lavoratrici. La tutela della salute è garantita dalla nostra Costituzione. Nessuno dovrà più morire di lavoro.
Chiediamo agli Enti Locali di fornire ai braccianti e alle braccianti servizi di informazione trasporto e accoglienza e altri interventi concreti che siano di supporto ai lavoratori e di contrasto ai caporali.
Chiediamo ai Centri per l’Impiego e agli Uffici del lavoro regole certe per l’ingaggio e per il reclutamento della manodopera e controlli serrati nel territorio.
Chiediamo alle associazioni, agli uomini e alle donne animati dalla passione per la lotta al cambiamento di lavorare insieme.
Chiederemo tante altre cose ma questa volta faremo in modo di ottenere tutto

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