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RESOCONTO SENATO 22 NOVEMBRE. RIDOTTA LA RAPPRESENTANZA STUDENTESCA E DEPOTENZIATA LA DIDATTICA

Martedì 24 Novembre 2015 si è tenuta la seduta del Senato Accademico dell’Università del Salento con unico punto all’ordine del giorno relativo alla modifica dello Statuto.

Tra i primi punti in discussione il Senato ha varato la proposta del Consiglio degli Studenti di istituire il Referendum universitario. L’organo di massima rappresentanza studentesca infatti ha proposto di dotare la comunità accademica di un nuovo strumento di partecipazione democratica per le scelte che interessano la visione strategica e l’organizzazione dell’intero Ateneo. Alcuni membri del Senato si erano espressi positivamente sull’interpretazione della proposta, volta a costruire dei luoghi di discussione trasversali agli organi di governo, per permettere l’implementazione e la piena realizzazione dell’art. 6 dell’articolato vigente, che norma relativamente al “Principio di partecipazione”. Tuttavia, ieri il Senato nella sua maggioranza, che in più sedi ha invece strumentalmente accusato gli studenti di non rispettare i processi democratici, ha deciso che non fosse necessario permettere all’intera comunità accademica di partecipare ed implementare la visione strategica dello sviluppo dell’Ateneo. Reputiamo gravissimo che i cosiddetti sindacati di sinistra, che dovrebbero avere come propria l’idea di migliorare e aumentare la democrazia diretta dell’intera comunita accademica, abbiano espresso il loro voto contrario alla proposta.

Una questione ancora più dibattuta durante la seduta, riguarda l’abolizione della struttura della Facoltà. Secondo la revisione proposta, infatti, saranno i Dipartimenti ad occuparsi di coordinare, razionalizzare e indirizzare l’organizzazione della didattica. Pertanto, è necessario prevedere la rappresentanza studentesca all’interno del Consiglio di Dipartimento. La proposta degli studenti è stata quella di garantire la rappresentanza studentesca per le sole competenze relative alla didattica pari al 20% dei componenti, riportando anche in quest’organo la percentuale di rappresentanza presente negli altri consessi. Tuttavia, con voto favorevole di tutti i direttori, dei sindacati dei lavoratori e delle componenti del Senato, con eccezione del direttore Gioia, è stata approvata la pretestuosa proposta di abbassare la percentuale della rappresentanza, inglobando nel 20%, percentuale oggi in vigore, anche la quota di rappresentanza dei dottorandi, la quale ad oggi, per ovvie motivazioni, era considerata una quota a parte. Riteniamo gravissima questa presa di posizione perchè si va a colpire e limitare drasticamente il ruolo della rappresentanza studentesca. Ancora più grave è il fatto che questa votazione ha trovato il supporto ed è stata appoggiata sia della componente sindacale, sia dal Rettore. Ci chiediamo se questi ultimi si siano resi conto della conseguenza che porterebbe questo provvedimento poiché, in linea con l’impianto della Riforma Gelmini, comporterà la limitazione della rappresentanza studentesca, contraddicendo in toto la visione che il Rettore fino ad oggi ha illustrato: mettere al centro della vita accademica lo studente. Ci chiediamo se fino ad oggi queste siano state solo chiacchiere.
Incommentabile rimane la posizione dei sindacati, ritenendo indecoroso che delle oo.ss che si definiscono di sinistra si scherino in favore al depauperamento della rappresentanza.

Inoltre, ci teniamo a specificare che è oggettivamente fondamentale mantenere la separazione tra la rappresentanza specificatamente studentesca e quella dei dottorandi poiché anche se vengono considerati in entrambi i casi nella macro categoria “studenti”, possiedono peculiarità di esigenze sia burocratiche che didattiche completamente distinte, pertanto le problematiche separate implicano una diversa natura vertenziale.

Per altro riteniamo assolutamente pretestuosa ed infondata la bocciatura della proposta di riconoscere anche una minima rappresentanza agli assegnisti di ricerca, in quanto precari. Anche qui, i rappresentanti in Senato delle sigle sindacali hanno espresso forte contrarietà dicendo che dare troppo spazio a queste categorie li renderebbe sovra rappresentati.

La proposta successiva è stata quella dell’eliminazione della figura del Manager Didattico. Nonostante che con la nuova riforma le Università ottengo l’accreditamento proprio sulla base della valutazione della Didattica, nonostante che alcuni Direttori di Dipartimento hanno espresso forte perplessità sulla eliminazione di questa figura fondamentale per il corretto funzionamento della Didattica nei Dipartimenti, la maggioranza del Senato ha considerato poco necessaria la presenza di questa figura durante la discussione. Ciò che ci ha maggiormente basito è stata la posizione di alcuni senatori che addirittura hanno messo fortemente in dubbio la necessità e l’esigenza del Dipartimento di dotarsi di una figura amministrativa esclusivamente responsabile della gestione didattica.

Come rappresentanti degli studenti dell’associazione LINK Lecce – Coordinamento Universitario abbiamo insistito, infatti, con forza sul mantenimento all’interno della nuova struttura dipartimentale, di una figura di coordinamento amministrativo con la specifica delega alle funzioni della didattica.

Diversi membri del Senato, tra i quali le rappresentanze sindacali, hanno invece argomentato l’opinione che fosse inutile prevedere un’unità di personale con funzioni di didattica, dimostrando non solo una totale mancanza di visione strategica proprio nel momento in cui la didattica dovrebbe essere tutelata ed incentivata per motivare più studenti ad iscriversi all’Universitá del Salento anche per contrastare il de-finanziamento che sta subendo in questi anni, ma anche un’idea di Università che si vuole costruire attraverso uno schema di smantellamento delle funzioni della didattica. Solo dopo due ore di discussione il Senato ha finalmente votato per inserire due figure amministrative separatamente per la didattica e per la ricerca.

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