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NO! ALLA CHIUSURA DELLA CITTADELLA

“A seguito dell’esito dell’incontro tra Università e Provincia di Brindisi esprimiamo forte preoccupazione a causa dell’incerta sorte legata alla Cittadella della Ricerca di Brindisi.

La nostra preoccupazione è dettata dal fatto che si sta correndo il serio rischio di compromettere tutte le attività didattiche del secondo semestre e non solo. Infatti, i problemi didattici sono avvertiti dagli studenti della Cittadella già ad oggi, in quanto durante la sessione di esami, che si sta tenendo in questi giorni, non sono sempre disponibili gli spazi per sostenere gli appelli calendarizzati.

Come componente studentesca siamo totalmente contrari ai tagli che la Provincia sta effettuando in materia di cultura. E’ davvero paradossale come si stia palesando l’ipotesi di chiusura e spostamento di uno dei poli di eccellenza pugliese e non solo. Siamo stanchi di subire le conseguenze di tagli ai servizi, all’università e alla cultura. Se si decide di fare economia tagliando sulla formazione dei giovani, che futuro si vuole offrire e garantire a questi ultimi? Così facendo si condannano i giovani ad emigrare alla ricerca di una terra più accogliente. Siamo davanti ad un’incapacità di gestire la spesa pubblica oppure siamo nella solita situazione all’italiana dove si tagliano i servizi essenziali ma non si tagliano i veri sprechi? La Provincia e il comune di Brindisi non possono tirarsi indietro, hanno il dovere di garantire un servizio essenziale per tutto il territorio.

Le spese necessarie per far rimanere aperta fino ad aprile la sede della Cittadella sono state coperte dall’Università del Salento, poiché la Provincia di Brindisi tratterrà delle spettanze di rendicontazioni della convenzione degli anni precedenti. L’Università però da sola non può farsi carico di tutte ciò, è necessario che la politica, a tutti i livelli, trovi soluzioni immediate, che garantiscano che il polo di ingegneria aerospaziale e industriale rimanga a Brindisi. Per queste ragioni chiediamo che anche la Regione, tramite il Presidente Emiliano e l’Assessore Leo, si interessi al problema e partecipi nella risoluzione dello stesso affinché si programmi un piano di investimenti a lungo termine e non si esaurisca con la fine dell’anno accademico.”

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