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#saranonsarà: la campagna di sensibilizzazione al femminicidio e alla violenza sulle donne

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Il delitto di Sara di Pietrantonio, studentessa uccisa brutalmente dal suo ex fidanzato, ha scosso l’opinione pubblica per l’efferatezza con cui è stato commesso ma anche e sopratutto per l’indifferenza dei più tra i quali si è consumato.
In questi giorni, tuttavia, avrebbe dovuto aver luogo la celebrazione di un’altra ricorrenza: il 2 giugno di 70 anni fa uomini e donne italiane, per la prima volta con il suffragio universale, votarono a favore della Repubblica.

L’opinione pubblica non ha potuto fare a meno di connettere questi due eventi: da un lato una conquista ormai avvenuta, dall’altra una battaglia ormai cruciale contro la cultura del femminicidio e della violenza di genere, fenomeni che annullano l’individuo nella sua identità e libertà non soltanto fisicamente, ma anche nella sua dimensione psicologica, nella socialità, nella partecipazione alla vita pubblica. Non ci sarà reale eguaglianza, nè si potrà parlare di compiuto cammino di emancipazione fino a quando la violenza sulla donna sarà realtà quotidiana.

Per questo, in quanto militanti e rappresentanti dell’associazione studentesca Link Lecce Coordinamento Universitario, da sempre attiva nelle battaglie che mirano a raggiungere una concreta parità di genere, abbiamo deciso di aderire alla protesta ideata spontaneamente da un gruppo di donne, che consiste nell’appendere dei panni rossi a finestre e balconi per ricordare il sangue versato dalle vittime di un crimine divenuto ormai una vera e propria vergogna per il nostro Paese,fotografarli e postarli sui social network con l’hashtag #saranonsarà .

“Il femminicidio è frutto di una cultura sessista ancora molto radicata -­ dichiara Martina Carbone, rappresentante uscente presso il Comitato Unico di Garanzia -­ ciò di cui abbiamo bisogno è una rivoluzione culturale, che deve partire dall’educazione familiare, passare per l’istruzione pubblica in tutte le sue fasi ed arrivare alla società intera”.

Pertanto, oggi 6 giugno abbiamo infatti esposto in molti plessi e biblioteche tra Lecce e il campus universitario Ecotekne degli oggetti rosso sangue, che resteranno esposti per una settimana.

“La comunità accademica non può rimanere sorda dinanzi a delle cifre spaventosamente alte, che testimoniano come femminicidio e violenza di genere siano un male radicato in profondità nella nostra società e che, in quanto tale, va considerato a livello legislativo come fatto strutturale, non emergenziale.” – dichiara Vittoria Scarpa, neoeletta rappresentante degli studenti presso il Comitato Unico di Garanzia Unisalento.

Ed è proprio dagli studenti universitari, infatti, che abbiamo deciso di partire con un’iniziativa volta a ricordare che, come apparso in numerose foto postate sui social network, “La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti”.

 

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