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CS LINK LECCE: PIANO PER IL SUD. QUALI LE VERE MOTIVAZIONI DI TANTI RITARDI?

Leggendo i quotidiani in questi giorni, siamo rimasti favorevolmente colpiti dall’attenzione che l’amministrazione sta dedicando al tema dell’edilizia, allo stesso tempo ci dispiace constatare che questo interesse si attivi a seguito della denuncia sulla perdita dei fondi per l’edilizia e non si sia riscontrato prima, quando si trattava di utilizzarli entro le scadenze.

La nostra denuncia pare abbia addirittura scosso il Rettore, Prof. Vincenzo Zara, di cui apprendiamo la risposta dalla stampa. Ha definito la richiesta di chiarimenti, avanzata con altri senatori sulla gestione economica d’Ateneo e del Piano per il Sud, “stupidaggini avanzate da chi non conosce i meccanismi del bilancio, e con il solo obiettivo di screditare l’operato di questa amministrazione.”

Stante a queste dichiarazioni, la mancanza di chiarezza e la superficialità con cui il Rettore si approccia a questo problema, dimostra la sua lontananza dalle reali esigenze della propria comunità accademica, che avrebbe estremamente necessità di nuovi spazi, in primis quelle degli studenti, gli unici veri destinatari delle opere previste dal Piano per il Sud. Le sue parole sembrano volte ad occultare la ragione reale dell’epilogo che ha assunto questa vicenda.

Ricordiamo che fu la stessa amministrazione, all’epoca perplessa sulla realizzazione del piano, ad impiegare delle risorse per appaltare all’Università di Firenze uno studio per valutare le reali esigenze di costruzione di nuovi spazi da parte dell’Università del Salento, ritardando così l’inizio dei lavori.

Altri ritardi si sono accumulati negli affidamenti delle procedure, formalizzati diversi mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle delibere di assegnazione delle risorse da parte del CIPE.

Nel luglio del 2015, inoltre, in un Consiglio di Amministrazione convocato ad hoc, già emerse che sottoporre i progetti a valutazione del provveditorato interregionale piuttosto che istituire un sistema interno di valutazione avrebbe comportato un inevitabile allungamento delle procedure. Nonostante ciò l’Amministrazione non ha mai preso nessun provvedimento a riguardo, perseverando nella scelta di rivolgersi al provveditorato interregionale, nonostante il conseguente rallentamento segnalato dall’Ufficio tecnico.

Ci chiediamo, pertanto, alla luce di queste inadempienze dell’Amministrazione, se siano veramente il nuovo codice degli appalti e i tempi tecnici le vere motivazioni di questa perdita, oppure se vi siano stati delle altre ragioni a determinare questa conclusione.

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