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NEGATO SPAZIO PER SVOLGERE DIBATTITO CONTRO LE MAFIE A GIURISPRUDENZA: UNIVERSITA’ CHIUSA E OSTILE ALLE INIZIATIVE DEGLI STUDENTI

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L’Università pubblica, in quanto tale, dovrebbe essere un luogo aperto, libero, plurale, senza alcuna restrizione, né limitazione all’espressione degli studenti e delle studentesse, nel rispetto delle regole democratiche e dei valori costituzionali di questo Paese. Qualche giorno fa, purtroppo, come d’altronde è già successo durante la campagna referendaria a dicembre, si è verificata una spiacevole situazione, che denota come la nostra Università sia sempre meno un luogo di cultura e sempre più un luogo refrattario al confronto e alla libera iniziativa degli studenti.


Come studenti e studentesse di questo ateneo, abbiamo inviato la richiesta di prenotazione di uno spazio all’interno della Facoltà di Giurisprudenza per poter svolgere un’iniziativa organizzata in collaborazione con Libera – Associazioni nomi e numeri contro le mafie, per avviare un per percorso di sensibilizzazione e riflessione in vista del 21 marzo, XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia. Come risposta abbiamo ricevuto la negazione dell’autorizzazione a usare uno spazio a giurisprudenza, perché nell’iniziativa non era prevista la presenza di alcun docente del Dipartimento o dell’Ateneo.
Crediamo che impedire agli studenti di organizzare liberamente delle attività seminariali e di dibattito rappresenti un gravissimo abuso, una limitazione alla condivisione di conoscenze e riflessioni che connota un modello di Università chiuso e ostile al confronto democratico. Limitare l’utilizzo delle aule, dei luoghi del sapere e della conoscenza, significa costruire barriere contro la conoscenza e negare la libertà di opinione agli studenti e alle studentesse nella nostra Università.

Inoltre, imporre l’assurda condizione che a qualsiasi evento organizzato dagli studenti nella Facoltà di giurisprudenza debba presenziare un docente dell’Università non è una corretta modalità per garantire la qualità dei contenuti. Il controllo che in questo modo si vuole esercitare sullo svolgimento di tali iniziative si riduce a una mera questione di forma. Ci chiediamo, infatti, se un evento promosso dagli studenti non possa essere ritenuto valido e meritevole di stima, nonostante non ci sia un docente a intervenire o a vigilare sul suo andamento. Questo atteggiamento di indifferenza e superficialità è un chiaro segnale della poca fiducia che si ripone nella comunità studentesca. Noi studenti veniamo considerati solo come destinatari di nozioni e non come soggetti dotati di spirito d’iniziativa e di volontà di esprimere le nostre aspirazioni.

Per questa ragione, denunciamo la grave situazione che si è verificata e ci auguriamo che mai più gli studenti e le studentesse dovranno subire una tale limitazione. Nonostante tale vicenda abbia messo in grave pericolo lo svolgimento stesso dell’iniziativa, quest’ultima si terrà ugualmente il 16 marzo alle ore 16.30, non a Giurisprudenza, ma presso il Padiglione Chirico del Monastero degli Olivetani. Invitiamo tutta la comunità a partecipare all’evento dal titolo “Libera la Conoscenza” per testimoniare che nessun abuso fermerà la diffusione della conoscenza nell’Università e il contrasto alla criminalità organizzata!

 

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