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MA QUALE RICERCA E SVILUPPO? LA NOSTRA TERRA VALE PIU’ DEL VOSTRO DENARO

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Mercoledì 29 marzo noi, studenti di Link Lecce-Coordinamento Universitario e La Pantera-Sinistra Universitaria, abbiamo lanciato una petizione rivolta al Magnifico Rettore Vincenzo Zara e all’intera comunità accademica dell’Università del Salento.

Chiediamo di sostenere insieme a noi la battaglia contro la Tap e di prendere fermamente una posizione riguardo a questo progetto di deturpazione del territorio e figlio di un modello di produzione energetica obsoleto e rischioso per l’ambiente e per gli abitanti della zona.

Continueremo non solo a essere in prima linea nella resistenza pacifica contro questa violenza legalizzata e a mobilitare i cittadini per la difesa del territorio; ma anche a promuovere l’informazione nei luoghi della formazione e a stimolare la discussione e la ricerca condivisa e partecipata.

Oggi, 31 marzo, si è tenuta l’inaugurazione dell’Anno Accademico con titolo: cultura e ricerca, leve di partecipazione e sviluppo. Crediamo che cultura, ricerca, partecipazione e sviluppo non debbano rimanere concetti avulsi dalla realtà ma tradursi in pratiche concrete.

L’obiettivo dell’Università è di rendere centrale il ruolo della conoscenza nella società dal punto di vista sociale, politico ed economico. Il sapere, la ricerca e l’innovazione devono essere il carburante dei processi di sviluppo del territorio non solo in termini aziendali ma in termini di relazioni con la popolazione e con l’ambiente.

La “terza missione” dell’università è proprio quella di porsi come interlocutore della società, alimentando costantemente  l’esigenza di fare ricerca per il benessere comune e incrociando questioni etico-sociali. Sono fondamentali la comunicazione diffusa e il coinvolgimento tramite discussioni democratiche e collettive. Solo così i cittadini saranno consapevolmente capaci di partecipare a una procedura decisionale inclusiva, anche in settori legati alla scienza e alla tecnologia.

È per questo che riteniamo Tap l’ennesima imposizione dall’alto ed è necessario che l’Università sostenga la popolazione locale nella rivendicazione del diritto di decidere per la propria terra e la propria vita.

 

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