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SE QUESTA E’ CONOSCENZA

AntiBlocco (1)

I luoghi della formazione devono ripudiare movimenti che abbiano radici del fascismo 

L’articolo 1 della parte prima dello Statuto della nostra Università afferma: “L’Università è un’istituzione pubblica che riconosce e attua i principi, i diritti e i doveri previsti nella Costituzione italiana e nei Trattati dell’Unione europea”. L’adesione alla nostra Costituzione e alle norme europee comporta l’attuazione integrale nei luoghi della formazione dei principi democratici e la tutela delle libertà fondamentali. L’Università si impegna quindi ad adottare gli strumenti di democrazia partecipativa nei processi decisionali e a promuove il pluralismo, la non discriminazione, la tolleranza, la giustizia, la solidarietà e la parità tra donne e uomini.

Considerate le disposizioni normative del nostro Ateneo, fondate sul rispetto della nostra Carta costituzionale, va evidenziata la grave contraddizione in cui si incorrerebbe se l’Università dovesse approvare, previa valutazione di merito, il riconoscimento di associazioni di marcato stampo ideologico.

Emblematico è il caso di Blocco Studentesco, una realtà associativa ancora non pienamente radicata all’interno del nostro ateneo che si definisce “un movimento studentesco che nasce nell’estate 2006 a Casapound, l’occupazione non conforme del fascismo del terzo millennio. L’obiettivo è quello di portare lo stesso spirito d’avanguardia, lo stesso stile che ha contraddistinto l’esperienza delle occupazioni non conformi, nelle scuole”. Se l’Università dovesse dotare Blocco di legittimazione come realtà associativa , verrebbe meno al patto per il quale si impegna a rispettare i principi costituzionali. Fortemente paradossale è infatti assumere, da un lato,  la Costituzione come pilastro della regolamentazione dell’Ateneo, dall’altro concedere spazio a un’associazione che si ispira a ideologie politiche che quella stessa Costituzione condanna severamente.

In particolare, il principio di non discriminazione, ampiamente tutelato dalla normativa d’Ateneo, si scontra con gli orientamenti omofobi, sessisti e razzisti che caratterizzano i movimenti di estrema destra, tra cui è ricompreso Blocco Studentesco. L’importanza di questo principio è confermato dall’articolo 67 dello Statuto che disciplina un organo, il Comitato unico di garanzia, finalizzato a promuovere e tutelare, all’interno della comunità universitaria, le pari opportunità e il contrasto a qualsiasi forma di discriminazione e di mobbing.

Rilevanti poi sono anche le implicazioni relative ad altre questioni come quella  dell’internazionalizzazione. Le tendenze alla libera circolazione di capitali, beni e servizi, nonché a una maggiore apertura dei mercati del lavoro, hanno avuto un impatto anche sui sistemi educativi, rispetto ai quali è diventata più forte la domanda degli studenti di muoversi in una dimensione internazionale.

In quest’ottica, favorire la mobilità degli studenti con programmi di scambio di vario tipo risulta funzionale a obiettivi strategici e trasversali dell’ateneo, richiamati nell’art. 14 del Codice Etico e nell’art. 3 dello Statuto d’Ateneo, che considera “l’internazionalizzazione delle proprie attività di ricerca e di didattica quale obiettivo strategico di sviluppo e quale modello di valorizzazione del proprio ruolo nei rapporti con gli altri Paesi.”

A livello pratico questo si traduce nello sviluppare competenze spendibili sul mercato del lavoro internazionale, nell’ intensificare collaborazioni scientifiche e piani di studio con università straniere(double degrees) che arricchiscono la dimensione multiculturale degli studenti o ancora ad attrarre studenti stranieri all’interno della nostra comunità.

Gli ideali nazionalistici rivendicati da Blocco studentesco, costola giovanile di Casapound, mal si conciliano con il raggiungimento dei sopracitati scopi.

La vicinanza di questi movimenti di evidente matrice neofascista ai luoghi della formazione rischierebbe di veicolari messaggi che richiamano gli ideali razzisti e xenofobi di Casapound, avendo la possibilità di poter coinvolgere e intercettare sempre più giovani all’interno delle comunità studentesca.

Un’ascesa questa a cui dovrebbe fare da contraltare la messa a punto di adeguate misure per far si che non ci siano nei luoghi della formazione, propaganda e rappresentanza studentesca che abbiano radici ideologiche e culturali del fascismo del terzo millennio.

Chiediamo al Consiglio degli Studenti che faccia proprie le considerazioni espresse in questo documento e le presenti negli organi di governo.

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