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LA RIFORMA CENTRI IL SUO OBIETTIVO: TASSAZIONE A MISURA DI STUDENTE!

rettorato

Lo scorso 7 giugno si è riunita la Commissione Tasse d’Ateneo per discutere nuovamente della proposta di tassazione per il prossimo anno.

La Commissione era stata convocata perché, durante il Consiglio di Amministrazione del 1 giugno, l’amministrazione ha reso disponibili ulteriori dati sul gettito, sostenendo che i dati utilizzati sino ad allora per elaborare la proposta non fossero corretti e aggiornati.

Dunque, nonostante l’iter fosse già a buon punto e la proposta avesse già incassato l’unanime voto favorevole del Senato, l’amministrazione ha rimandato la discussione in Commissione.

Dalla Commissione è emerso che per l’amministrazione i correttivi da applicare al modello approvato nell’ultima seduta del Senato Accademico, affinché si abbia un impatto finanziario favorevole, sono i seguenti: limitare la no tax area a 13.000€, anziché a 15.000€; limitare la fascia cuscinetto a 30.000€, anziché 50.000€; prevedere contributi aggiuntivi per i fuoricorso sin dal 2° anno, anziché dal 3°; aumentare la quota d’iscrizione da 270€ a 300€; aumentare il tetto massimo contributivo da 1750€ a 1800€.

Dopo la proposta molto estensiva approvata dal Senato, crediamo che queste proposte dell’amministrazione, legate unicamente a logiche di bilancio, vadano nella direzione opposta a quella di rendere attrattivo il nostro Ateneo, aumentando la contribuzione media.

Pertanto riteniamo fondamentale approvare un modello contributivo basato sulla condizione economica che preveda l’estensione della no tax area fino a 15mila euro di Isee e che tuteli la fascia dei redditi medi. Richiamiamo l’attenzione anche sulla categoria dei fuori corso, per i quali prevediamo contributi aggiuntivi (obbligatori secondo la legge di stabilità) ridotti. Un intervento migliorativo che abbiamo presentato durante l’ultima commissione è la riduzione e unificazione dei contributi di facoltà, che permetterebbe di eliminare l’ingiusta discriminazione cui sono soggetti gli studenti di alcune facoltà.

Se le modifiche che l’amministrazione vuole apportare al modello già approvato dal Senato non vengono valutate ulteriormente, il prossimo CdA del 13 giugno rischierà di discutere una proposta che non è affatto migliorativa rispetto al sistema attuale. L’approvazione di un modello che non tiene conto della situazione economica delle famiglie restituisce l’immagine di un’università che predilige il bilancio e la salvaguardia delle sue casse a discapito dei suoi stessi studenti.

Per questo riteniamo fondamentale che l’Università non focalizzi la sua attenzione sul modello votato in Senato cercando una quadra economica, ma sia aperta al massimo dialogo, eventualmente riportando nuovamente la discussione in Senato Accademico e tenendo in considerazione chi il prossimo anno dovrà confrontarsi col nuovo sistema di tassazione: gli studenti.

 

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