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ACCESSO ALL’INSEGNAMENTO: ZARA in CRUI si faccia portavoce delle istanze degli studenti

Dopo la pubblicazione estiva del Decreto sui 24 CFU in materie antropo-psico-pedagogiche necessari per poter accedere al prossimo concorso FIT per l’abilitazione all’insegnamento, le Università del Paese si devono adeguare alla nuova normativa, compresa l’Università del Salento.

Nella seduta di settembre del Senato Accademico è stata affrontata la prima delle problematiche emerse dalle assemblee studentesche #iovoglioinsegnare: è stato eliminato il vincolo del 10% del carico didattico complessivo, che avrebbe impedito agli aspiranti insegnanti di acquisire i 24 CFU in forma di crediti aggiuntivi, inseriti fuori dal piano di studi curriculare.

Per gli studenti iscritti e per i dottorandi che acquisiscano i 24 CFU al di fuori del piano curriculare il Decreto prevede un semestre bonus, vale a dire che la propria carriera viene prolungata di un semestre, senza alcuna spesa per lo studente e senza risultare fuori corso.

Su questo aspetto, tuttavia, la discussione nel nostro Ateneo è ancora al principio, mentre in altri Atenei si stanno facendo strada i tentativi di far pagare il semestre bonus agli studenti iscritti, nonostante il Decreto all’art. 4 stabilisca chiaramente che non ci deve essere alcuna contribuzione. L’Università di Pisa, ad esempio, vorrebbe prevedere l’iscrizione ad un quarto anno in corso, per cui occorrerebbe pagare le tasse.

Già domani 20 settembre si riuniranno degli organi nazionali che hanno voce in capitolo sul tema, come CRUI e CUN, che crediamo non possano avallare queste interpretazioni contrarie dalle disposizioni ministeriali e sfavorevoli agli studenti, ma debbano adottare un indirizzo univoco, che non può essere che quello stabilito dalla Legge.

In queste discussioni chiediamo che il Rettore dell’Università del Salento, Prof. Vincenzo Zara, coordinatore della Commissione Didattica della CRUI e componente della Giunta, si debba fare portavoce delle istanze degli studenti e delle studentesse, garantendo la corretta interpretazione della norma, affinché l’indirizzo da applicare nel nostro Ateneo non sia svantaggioso per gli studenti, ma tuteli il loro diritto ad acquisire gratuitamente i crediti, come stabilito dalla Legge.

Siamo pronti a vigilare sulle scelte dei nostri atenei, a mobilitarci per ottenere tutti i miglioramenti possibili e a continuare le attività informative e di confronto della campagna #iovoglioinsegnare.

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