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LINK Lecce Coordinamento Universitario

NESSUN ACCAMPAMENTO: VOGLIAMO SPAZI E DIGNITÀ!

Questa settimana sono iniziate le lezioni dei corsi di laurea delle facoltà di Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Sociali e di Lettere Filosofia Lingue e Beni Culturali, ma molti studenti hanno scoperto con grande sorpresa che ad attenderli non c’erano aule con posti sufficienti a garantire ad ognuno una sistemazione adeguata. Così molti si sono visti costretti ad adattarsi per terra o in piedi sfidando la scomodità e il disagio per tante ore di lezione.  

Questa situazione va ad ampliare e aggravare il quadro di emergenza generale, che può essere così sintetizzato: gli studenti sono quasi quotidianamente costretti a vivere situazioni inconvenienti, alcune lezioni si svolgono in aule poco capienti e con pochi posti a sedere rispetto agli effettivi frequentanti dei corsi; non mancano poi sovrapposizioni di lezioni dello stesso anno di corso, che costringono così gli studenti ad una scelta obbligata; le comunicazioni e le informazioni sono in alcuni casi state in contrasto tra di loro o poco chiare, gli orari sono stati pubblicati con forte ritardo, a ridosso dell’inizio delle lezioni, comportando per alcuni studenti fuori sede l’impossibilità di organizzarsi in tempo per trasferirsi a Lecce e cominciare a frequentare; le risposte alle domande poste per avere chiarezza a riguardo sono state spesso evasive, causando soltanto confusione e mala interpretazione.

Seppur si tratti di episodi ritenuti di passaggio, in quanto nel corso delle settimane la partecipazione tende a diminuire e ad adattarsi alle situazioni, sono anni che si continuano a presentare questi casi e, nonostante siano stati realizzate nuove strutture destinate ad ospitare proprio alcuni corsi di laurea afferenti alle due facoltà succitate, non risultano sufficienti a risolvere i problemi, che anzi sembrano aumentati e più gravi.

Ci chiediamo anzi se siano proprio i disagi vissuti e la conseguente perdita di efficacia della didattica a spingere gli studenti a non frequentare i corsi, preferendo lo studio individuale a condizioni precarie, per le quali sono costretti a cercare sedie da poter spostare da un’aula all’altra o a sedersi sul pavimento per poter prendere appunti.

L’abbandono dei corsi è una questione strutturale per il nostro Ateneo e non è imputabile solo ai problemi evidenziati, ma è legato ad una serie di problematiche che intersecano strutture inadeguate, servizi scadenti e/o carenti, poche assunzioni e accorpamento di corsi: un vero e proprio smantellamento del sistema dell’Università pubblica, che da anni denunciamo.

È inaccettabile però nel caso specifico che l’Università, che dovrebbe invece garantire a tutti e tutte un percorso formativo dignitoso e la possibilità di accedervi, non faccia nulla per risolvere questi problemi ma sembri anzi cieca di fronte a questo svilimento dell’individuo in quanto studente, come se non avesse alcun valore, ma fosse solo un numero da sottoporre a questa forse involontaria selezione naturale.

“Abbiamo per questo chiesto un incontro pubblico al rettore, per poter presentare i dati, raccolti in pochi giorni, ma già molti ed efficaci, – dichiara Rosanna Carrieri, coordinatrice di Link Lecce – e discutere di soluzioni effettive e reali, che risolvano il problema alla radice, senza fare ancora false promesse che, al giro della chiave, si dimostrano solo fumo”.

Siamo pronti a mobilitarci affinché la didattica nel nostro ateneo non sia una prerogativa di pochi, ma sia accessibile a tutti e tutte, affinché il percorso formativo non sia più precario, ma miri a ridare dignità alla figura dello studente.

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