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PERCORSO FIT: ABBATTIAMO I COSTI!

Ieri è stato portato in discussione in Senato un insieme di regole riguardanti l’accesso al FIT. Ne abbiamo discusso ieri in una partecipatissima assemblea con gli studenti che si è tenuta in Aula ferrari dell’Ateneo.

Il nodo, infatti, è il requisito dell’acquisizione di 24 cfu in materie psicologiche, pedagogiche, antropologiche e didattica che gli aspiranti insegnanti devono avere per poter accedere al concorso.

Alcune delle richieste che in questi mesi abbiamo riportato all’amministrazione e ai responsabili sono state accolte: per esempio la volontà di partire quanto prima con predisposizione di un percorso (PF24) per permettere agli studenti di acquisire da subito i crediti necessari e l’istituzione di un canale informativo, già approvato nelle scorse sedute in Senato.

Ieri in Senato Noi e Adi siamo stati gli unici ad essersi astenuti, mentre tutti gli altri, compresi gli altri rappresentanti degli studenti di Focus Studenti e Studenti Indipendenti, hanno votato a favore del regolamento proposto. Siamo rammaricati dal poco interesse dimostrato dalle altre componenti studentesche perché se ci fosse stato il sostegno di tutti gli studenti in senato saremmo riusciti già in questa sede a strappare un abbassamento dei costi per i non iscritti e l’abolizione totale dei costi di prevalutazione e certificazione.

Il punto critico della discussione riguardava i costi per i laureati: il DM  nazionale per i laureati prevede una contribuzione complessiva di 500 euro, proporzionalmente ridotta in base al numero di crediti da conseguire e al proprio reddito. Il nostro ateneo ha proposto questi costi: fino a 16mila euro di ISEE il costo unitario dei cfu è pari a 0 euro; dai 16mila fino ai 18mila euro di ISEE 10 euro a cfu; dai 18mila ai 30mila di ISEE 16 euro a cfu; oltre i 30mila euro di ISEE 20 euro a cfu. Con queste tariffe si arriverebbe a pagare il pacchetto al massimo 480 euro, solo 20 euro sotto il tetto massimo della legge e ben al di sopra dei costi previsti da altri atenei.

Ad esempio l’ateneo di Pisa ha recentemente ha approvato un regolamento d’Ateneo prevedendo costi ben più bassi per l’acquisizione del pacchetto dei 24 CFU: per ISEE fino a 13.000 iscrizione gratuita, con ISEE tra 13.000 e 18.000 50 €, con ISEE tra 18000 e 30000 80€ ed infine per ISEE superiore a 30000 90€.

“I costi continuano ad essere troppo alti e non crediamo che la scelta politica dell’ateneo vada nella giusta direzione – dichiara Maria Pia De Medici, senatrice accademica per Link Lecce – infatti sono proprio i già laureati i più vessati dal continuo cambio di sistema di accesso e perciò riteniamo inaccettabile che siano proprio loro a doverne pagare le conseguenze. Non è sugli studenti che bisogna fare cassa!”

Inoltre, l’Ateneo ha proposto di inserire un costo per la certificazione dei crediti acquisiti e ha introdotto un servizio di pre – valutazione del curriculum, ovviamente con un costo a carico dello studente. La prevalutazione consiste nel riconoscimento di attività didattiche sostenute in percorsi accademici relativi ad anni passati. Mentre la certificazione attesta la corrispondenza tra gli obiettivi formativi previsti dai requisiti di ammissione del DM con quelli acquisiti durante il percorso formativo.

Alcuni referenti delle aree in questione hanno assicurato che gli obiettivi degli SSD già erogati nei nostri Corsi di studio corrispondono a quanto previsto dal decreto.

Dopo una battaglia in senato per abbassare i costi, questi servizi sono stati eliminati per i laureati che accedono al PF24, perché sarebbero incorporati nel costo già sostenuto del pacchetto, in caso contrario, abbiamo fatto notare che si sarebbe sforato il tetto di 500 euro; questi costi restano però a carico degli iscritti.

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