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ASSEMBLEA PER IL RISCATTO DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA – 24 novembre

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Oggi, venerdì 24 novembre, abbiamo tenuto un’assemblea pubblica d’Ateneo, in cui studenti, dottorandi, docenti e personale tecnico-amministrativo hanno discusso le cause strutturali della dismissione dell’Università pubblica e le proposte da concretizzare per far fronte agli effetti delle politiche attuate dai governi nazionali. (Nei giorni scorsi abbiamo contattato tutti i docenti del nostro Ateneo per invitarli a dare il loro contributo all’assemblea di oggi.)

Negli ultimi anni l’Università Pubblica è stata oggetto di politiche di disinvestimento, riduzione del personale e aumento della burocratizzazione, con vincoli che rendono sempre più arduo svolgere con efficacia le attività didattiche e di ricerca. Le rilevazioni statistiche ci collocano nelle ultime posizioni a livello europeo per quel che riguarda le politiche e gli investimenti dei governi.

La nostra iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazione nazionale per il riscatto dell’Università pubblica: dopo lo sciopero dei docenti, il corteo del 13 ottobre e l’assemblea nazionale del 6 novembre, in molti Atenei italiani il movimento ha promosso dei momenti di partecipazione congiunta di tutte le componenti accademiche.

Partendo dalla condizione generale dell’Università italiana, nei vari interventi abbiamo analizzato il nostro territorio e il nostro Ateneo per quel che riguarda il diritto allo studio, l’accesso ai saperi, la ricerca, il trattamento economico del personale, il ruolo dei lettori, i finanziamenti statali, la concorrenza con gli altri atenei.

Questo momento assembleare è stato fondamentale per rafforzare quel fronte comune di studenti e docenti, categorie all’apparenza lontane e distinte ma inevitabilmente connesse da una battaglia comune: riscattare l’Università dalla condizione precaria in cui versa per restituirle quella dignità che le politiche attuate negli ultimi anni le hanno sottratto.

“Questo è solo un primo momento di mobilitazione – dichiara Rosanna Carrieri, coordinatrice di Link Lecce – sulle riflessioni fatte oggi continueremo a costruire un movimento unitario che riesca a incidere realmente sulle politiche da attuare al sistema universitario”.

“È sempre più urgente una mobilitazione che metta al centro del dibattito pubblico il tema del definanziamento dell’università e della ricerca – dichiara Enrico Consoli, coordinatore di Adi Lecce – Per questo abbiamo aderito alla giornata di oggi a livello nazionale e locale. Nonostante le politiche pubbliche degli ultimi anni, che hanno penalizzato in particolar modo gli atenei meridionali, siamo convinti che ci siano sempre più soggettività del mondo della ricerca e dell’accademia che non sono più disposti a piegare la testa”.

 

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