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APPELLO ALLA COMUNITÀ ACCADEMICA

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Ormai da quasi un anno il dibattito su Tap è riesploso focalizzando l’attenzione su quanto succede nelle campagne salentine.
Mesi fa abbiamo chiesto con una petizione firmata da 20mila persone all’intera comunità accademica di prendere posizione a riguardo, oggi ribadiamo la nostra richiesta, sentendo impellente la necessità di unirci tutti e tutte insieme nelle varie componenti per attivare processi di informazione e diffusione delle ragioni scientifiche, tecniche, politiche e sociali per cui ci opponiamo a Tap.
Quanto si è verificato nella nostra Università ci pone nuovamente di fronte a questa responsabilità. Il 20 novembre infatti un ente privato ha organizzato un incontro nella sala conferenze del Rettorato riservato ad un elenco ristretto di persone prenotate o individuate che voleva legittimare con una cornice istituzionale la presenza di certi soggetti e la costruzione della Tap. La struttura, luogo della massima rappresentatività della nostra Università, e la piazzetta antistante sono state militarizzate e l’accesso bloccato, se non previa verifica e perquisizione. L’Università pubblica dovrebbe permettere a tutti di poter usufruire e accedere agli spazi per fini di didattica e di formazione, di cultura e di ricerca, non dovrebbe fungere da passerella per scopi di profitto e di affermazione della propria forza.
Le contraddizioni del progetto Tap sono state messe in luce da inchieste e studi condotti a riguardo ed ormai evidenti e palesi, si intersecano e sviluppano su numerosi piani, da quello ambientale, a quello partecipativo e decisionale dei territori, a quello mafioso, a quello di repressione e controllo dei movimenti, a quello di strumentalizzazione per fini economici e di profitto. A questi potremmo aggiungere numerosi tasselli per comporre un puzzle che supera i confini nazionali e rappresenta un problema strutturale di portata internazionale.
Per questo invitiamo le parti dell’Università ad attivarsi per costruire tutti insieme momenti di condivisione, di discussione, di informazione e di riflessione, perché essere parte di un’Università significa senza dubbio interrogarsi su quanto succede intorno, accanto alle nostre aule e ai nostri studi, nel nostro territorio.

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