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IL NOSTRO DOCUMENTO POLITICO: NESSUN LIMITE ALL’ACCESSO AI SAPERI

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La maggior parte delle Università italiane sceglie di utilizzare il metodo del numero chiuso per selezionare gli studenti che possono accedere ai corsi di laurea offerti. Adottato inizialmente nelle aree scientifiche, medico-sanitarie e nei corsi di studi di ingegneria e architettura, si è diffuso in seguito nei corsi di studio giuridico-umanistici.
Al contrario di quanto si crede, il numero chiuso non è un‟imposizione dell’Europa in quanto le direttive europee si limitano ad invitare gli Stati membri a incrementare la qualità del sistema universitario. È stato introdotto per la prima volta con la legge 264/99 per il corso di laurea in medicina e odontoiatria, estendendolo successivamente, senza alcuna reale motivazione, ai corsi di architettura, veterinaria e scienze della formazione primaria. Questo sistema è dunque un’applicazione italiana che favorisce i tagli economici e lo sviluppo di interessi privati all’interno del settore dell’istruzione pubblica.
Ad amplificare questo fenomeno sono i quesiti del test di accesso, specifici del settore per il
quale il candidato sostiene la prova. Ciò mette in difficoltà gli studenti che spesso tentano di accedere ad una facoltà che non corrisponde alla tipologia di studio precedente (liceo
classico, artistico, scientifico, istituto professionale ecc..). Inoltre questo sistema induce ad una scelta che si basa non sulla reale aspirazione dello studente a frequentare il corso di laurea per il quale si sente più portato e motivato, ma al contrario, la scelta si fonda sulla disponibilità dei posti o sull’adozione da parte dell’università di un sistema a numero aperto. Per questo motivo viene sostenuto da ogni candidato più di un test d’ingresso in diverse facoltà individuate o all’interno della stessa facoltà, meccanismo che porta ad una concorrenza sfrenata tra gli studenti per raggiungere un posto tra i pochi a disposizione. Di conseguenza, il numero chiuso compromette il diritto allo studio in quanto una parte degli studenti che vorrebbe accedere ad un corso di laurea differente dagli studi affrontati, non ha la possibilità economica per assicurarsi una preparazione specifica (richiesta dal test) rispetto ad uno studente appartenente ad una classe di reddito differente.
In alcuni dipartimenti il numero chiuso è impiegato come strumento per camuffare il problema dei tagli economici sempre più stringenti nell’ambito dell’istruzione pubblica.
Gli studenti sono costretti a rinunciare al percorso di studi più affine alle loro propensioni per ripiegare su altri corsi di laurea che possano offrire maggiori sbocchi professionali, rischiando però, già nel percorso formativo, di alienarsi studiando meccanicamente e mnemonicamente materie poco consone ed aderenti alle proprie passioni.
Il numero chiuso modifica la quantità delle possibili domande, modificando a piacimento il numero di professionisti nei vari settori: sono i dipartimenti a scegliere il numero di ragazzi che potranno avere la possibilità di diventare ciò che aspirano ad essere. Quindi una evidente conseguenza è il calo dei laureati, sia per la limitazione del numero di studenti sia per la rinuncia agli studi che l’aumento di tassazione provoca. L’Italia si posiziona tra gli ultimi posti in Europa per il numero di laureati.
È evidente che l’istruzione pubblica italiana ha come obiettivo quello di ottenere un minor numero di professionisti per creare un oligopolio nel mercato del lavoro, evitando di rendere
l’istruzione aperta a tutti. È necessario un aumento degli FFO, ovvero i finanziamenti statali che costituisce una delle principali fonti di entrata delle università italiane, per migliorare sia la didattica che le strutture e migliorare in questo modo la qualità del sistema universitario.
La nostra associazione si pone come impegno improrogabile quello di dare la possibilità a tutti gli studenti di accedere ai corsi di laurea per i quali si sentono più idonei e di assicurare
il diritto allo studio a ciascuno studente, in quanto crediamo che nessuno debba rimanere
escluso dal sistema.

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