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MEDICINA: NO CORSI SPOT, NON CI SONO GARANZIE

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Nell’ultimo Senato Accademico del 16 Ottobre 2018 si è discusso del protocollo di intesa tra Università del Salento, Università degli Studi di Bari, Ordine dei Medici, Comune di Lecce e Comune di Gallipoli con l’obiettivo di istituire un corso di laurea interateneo in Medicina in Inglese a partire dal 2019/2020.
Durante la discussione abbiamo evidenziato numerose criticità su questo progetto, che non può prescindere dall’attuale situazione dei corsi di laurea dell’Università del Salento e dallo stato finanziario in cui si trova il nostro ateneo a causa del superamento della quota 80% del FFO per la spesa per il reclutamento di professori e di ricercatori e di personale tecnico e amministrativo.

«Con l’organico di cui dispone attualmente, l’Università del Salento ha consistenti difficoltà nel garantire l’attuale offerta formativa e la tenuta dei corsi di studio magistrali, per i quali sempre più studenti tendono a spostarsi al nord. Per questo motivo riteniamo che l’attivazione di un corso a ciclo unico si ponga in netta contraddizione con le necessità dell’Ateneo, che dovrebbe fronteggiare la sempre più corposa “emorragia” di studenti del Sud verso gli altri atenei» dichiara Rosanna Carrieri, rappresentante degli studenti nel Senato accademico per Link Lecce.

Il protocollo d’intesa discusso in Senato Accademico, sebbene costituisca solo una prima dichiarazione di volontà, già prevede l’impegno da parte dell’Università di attivare il corso nell’A.A. 2019/2020, non fornendo idonee e oggettive garanzie sulle risorse economiche necessarie per l’avvio di un corso di medicina. A ciò si aggiungono i costi necessari alle attività didattiche frontali, non quantificate adeguatamente. Inoltre, risorse umane inserite nella progettazione del corso sono docenti già assegnati ad altri corsi di laurea del dipartimento DiSTeBA e un’ulteriore assegnazione comporterebbe un inevitabile abbassamento della qualità della didattica del nuovo corso o anche dei corsi già esistenti.

«I servizi agli studenti rimangono invariati e, anzi, vedono una rimodulazione a ribasso come nel caso dell’unificazione delle segreterie – dichiara Francesco d’Oria, rappresentate degli studenti nel Nucleo di Valutazione – Gli studenti si ritrovano senza spazi agibili e strutture adeguate e senza aule studio, con un’integrazione cittadina praticamente nulla. Non abbiamo come priorità l’ampliamento dell’offerta formativa, ma il miglioramento di questa».

«L’attivazione del nuovo corso richiederebbe ulteriori docenze a contratto. Riteniamo che sia una scelta irresponsabile continuare con questa politica che rende frammentata l’offerta formativa poiché non si riesce a garantire la continuità didattica di anno in anno oltre a gravare per le tasche dell’ateneo, solo nell’ultimo anno abbiamo speso 220.000€ totali. – dichiara Francesco Liaci, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione dell’Unisalento per Link Lecce – Per rilanciare un’Università del Mezzogiorno non servono annunci spot, ma un piano di analisi e di studio sulla sostenibilità dei corsi di studio triennali e magistrali e investimenti strutturati sulla didattica e sulla ricerca. L’appello che lanciamo in vista del prossimo Consiglio di Amministrazione è che venga fatta una scelta di buon senso per il bene di tutta la comunità accademica. Siamo fiduciosi che i consiglieri di amministrazione tengano fede alle promesse fatte in campagna elettorale e che tengano conto delle gravi conseguenze che una scelta non dettata dall’analisi oggettiva della situazione possa portare a tutta la comunità accademica».

Link Lecce – Coordinamento Universitario

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