Ultime Notizie

E’ MANIFESTO: IL CONSIGLIO DEGLI STUDENTI SOTTOSCRIVE IL MANIFESTO STUDENTESCO CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

tap è manifesto

Siamo tutti vittime del surriscaldamento globale.

23 morti nelle ultime due settimane a causa del maltempo, 11 milioni di alberi abbattuti e almeno 5 miliardi di euro di danni: il cambiamento climatico è un’emergenza primaria, è graduale ma continua ad essere sempre più palese; ed in questi giorni ce ne stiamo rendendo conto a nostre spese, purtroppo.

L’”Intergovernmental Panel on Climate Change” ha presentato il più rilevante studio scientifico al riguardo, in cui spiega cosa succederà se non viene rispettato l’accordo di Parigi, che prevede che i Paesi firmatari adottino misure per far sì che il surriscaldamento del clima si mantenga tra 1.5°-2.0° rispetto ai livelli pre-industriali, pena l’estinzione graduale della vita sulla Terra. Abbiamo già superato 1°, il mezzo grado rimanente è vitale per salvare il 90% delle barriere coralline, per ridurre l’innalzamento del livello dei mari e per garantire la sopravvivenza delle specie animali. Se non proteggiamo la natura non possiamo proteggere noi stessi.

Eppure molti paesi ignorano la gravità della situazione, continuando a perseguire i propri interessi: gli Usa si sono ritirati dal patto di Parigi, Australia e Brasile sembrano intenzionati a seguirli. Anche l’Italia ha firmato l’accordo di Parigi, ma non sono ancora ben chiare le intenzioni del Governo Conte: sembra che tutto sia più importante della grave crisi climatica a cui stiamo andando incontro!

In Italia i danni causati dal cambiamento climatico nel settore agricolo sono stimati in 17 miliardi di euro, e con questo trend è stimato che potrebbero salire a 20 miliardi nel 2030. L’acqua, bene comune primario, sta diventando sempre più un bene prezioso a causa della sua scarsità: in 25 anni 33 Paesi potrebbero restare senza acqua. Ad allarmare è uno studio dell’World Resources Institute: un quarto della popolazione mondiale non ha accesso al quantitativo minimo necessario di acqua e i cambiamenti climatici stanno facendo aumentare sempre più questa fascia di popolazione. In Italia ci sono alcuni preoccupanti segnali: ad esempio l’anno scorso a Roma sono state fatte chiudere tutte le fontane per la crisi del lago di Bracciano, risorsa strategica della Capitale. Ovviamente la mancanza d’acqua in alcuni Paesi provoca non solo guerre, ma anche fenomeni migratori: è quanto avviene in Paesi dell’America Latina e dell’Africa. Infatti, basta un semplice spostamento di qualche grado delle fasce climatiche in aree antropizzate per innescare carestie o alluvioni e costringere gli abitanti a migrare. Solo nel 2016, 24 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare la propria casa a causa dei disastri ambientali, ed entro poche decine di anni 2 miliardi di persone. Rischiamo di diventare tutti rifugiati climatici.

Questa storia deve avere un finale diverso da quello che temiamo. L’ONU ha lanciato un ultimatum: i Governi devono comprendere l’importanza di proteggere la natura per riuscire a cambiare il corso degli eventi entro 12 anni, per poter evitare una devastazione che sarebbe irreversibile.

Uno studio della Global Commission on the Economy and Climate dimostra che numerosi cambiamenti sarebbero facilmente attuabili se solo i governi volessero, dirigendo capitali verso fonti energetiche rinnovabili ed ecosostenibili, creando a livello mondiale ben 65 milioni di posti di lavoro e 700mila morti in meno per inquinamento nei prossimi dodici anni. Ma non solo: la bonifica di 160 milioni di ettari di terreno inquinato, potrebbe far guadagnare oltre 80 miliardi di dollari all’anno.

Dobbiamo darci una mossa: la nostra è l’ultima generazione che può affrontare la situazione e invertire la rotta!

Aderisci al Manifesto studentesco contro il cambiamento climatico: goo.gl/ijFLBj .

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *