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IL TUO FUTURO È ORA – COSTRUIAMOLO INSIEME!

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Le trasformazioni in atto in città e in università sembrano perpetuare delle dinamiche proprie di un’ideologia fondata su disuguaglianze sociali e culturali.

Il sistema pubblico dell’istruzione ha conosciuto anche con questo governo un forte definanziamento, che pesa in particolare sul diritto allo studio e sulla ricerca di base, nonché sugli apparati e le risorse infrastrutturali dei luoghi della formazione. Negli ultimi 20 anni si sono susseguite delle riforme che, oltre a restringere gli spazi democratici (mediante ad esempio la redistribuzione del potere tra gli organi e la riduzione delle rappresentanze studentesche in seno agli organi, centrali e periferici), hanno marcato una rotta che non è più stata abbandonata e che ha come punti cardine il definanziamento, la professionalizzazione, lo svilimento della formazione, e soprattutto la profonda disparità tra atenei del Nord e del Sud. In aggiunta alle differenze in ambito di qualità di investimento (a Nord, investimenti innovativi e ad alta intensità di capitale fisso, al Sud quelli dalle esternalità più dannose e ad alta intensità di lavoro) il DM Punti Organico introduce dei criteri di valutazione tali da premiare le università del Nord e penalizzare quelle del Sud, secondo calcoli che tengono conto dell’impatto delle spese ordinarie (spese del personale, oneri, fitti) sulle entrate fisse che sono rappresentate dal fondo di finanziamento statale e dalle tasse degli studenti – dato che ovviamente è migliore negli atenei settentrionali, dove si incassa di più perché maggiore è il gettito fiscale. La conseguenza è un rallentamento delle assunzioni per i ricercatori del Sud.

 

Assistiamo a una profonda svalutazione del ruolo del sapere, che si esplica, oltre che nei tagli alla ricerca di base, nella mancata libertà di quest’ultima, nell’iper-settorializzazione, e nella professionalizzazione esasperata. Le istituzioni che hanno il compito di formare e promuovere le nuovi classi lavoratrici devono adattarsi alla domanda del mercato: si è visto infatti come scuola e università abbiano rivalutato il sapere tecnico nel senso di sapere utile in quanto connesso alla sua spendibilità in campo lavorativo – si pensi all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato a 15 anni, previsti rispettivamente dalla Buona Scuola e dal Jobs Act. La retorica del “fare curriculum” svilisce e depotenzia la qualità della formazione e non concede agli studenti la possibilità di prendersi i propri tempi per studiare. Eppure è risaputo che il finanziamento nell’ambito della formazione non può essere che un grande investimento anche per l’economia dello Stato.

 

In città vediamo il venir meno del principio di welfare studentesco, a partire dalla difficoltà di trovare un alloggio, poi tramite barriere economiche e architettoniche, scarsità di posti nelle case dello studente, disservizi e cattive organizzazioni del trasporto pubblico, enormi difficoltà in materia di accesso alle prestazioni sanitarie per i fuori sede, l’adozione di politiche edilizie non ecologicamente sostenibili, irresponsabili e pericolose. Più in generale, i processi di gentrificazione e di airbnbizzazione continuano a modificare gli assetti urbanistici e di conseguenza sociali, portando ad un ormai costante divario e ad un aumento sempre più evidente di diseguaglianze e ghettizzazioni, creando tra gli spazi urbani e suburbani, tra centro e periferie dei veri e propri rapporti di potere e dipendenza.

 

In città e in università vogliamo costruire il nostro spazio, in termini di diritto allo studio, welfare, partecipazione e responsabilizzazione collettiva.

«Noi studenti e studentesse abbiamo il dovere, nei confronti di noi stessi e delle prossime generazioni, di rivendicare un sistema che ci tuteli davvero e che offra promesse e cambiamenti concreti, e non in un lontano futuro, ma ora! – dichiara Rosanna Carrieri, coordinatrice dell’associazione studentesca Link Lecce – Per questo come Link Lecce scriveremo una piattaforma programmatica di richieste che avanzeremo al futuro Rettore, al futuro Sindaco di Lecce e che presenteremo in occasione delle elezioni per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. La piattaforma sarà sostanzialmente unica, sebbene specifica anche per tema, in quanto riteniamo che il ruolo sociale dell’Università possa essere fatto valere solo tramite una riflessione congiunta sul rapporto tra territorio e luogo del sapere e una seria rivalutazione di quest’ultimo».

Saremo presenti nei prossimi mesi nei vari dipartimenti per parlare con tutti gli studenti di cosa vogliono dalla città e dall’università, per scrivere delle richieste partendo dal basso e dai reali bisogni, e per avviare un processo concreto di partecipazione collettiva.

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