Ultime Notizie

Ricercatori determinati: necessarie rivendicazioni unitarie per il riscatto dell’Università pubblica

WhatsApp Image 2019-05-06 at 12.33.32

Abbiamo partecipato oggi all’assemblea “Perché noi no? Stesso lavoro, stessi diritti” organizzata da Ricercatori Determinati – un percorso avviato lo scorso autunno di cui siamo parte attiva e che ha lo scopo di rivendicare un cambio di rotta complessiva sulla gestione del sistema universitario – con un intervento del nostro candidato al consiglio nazionale degli studenti universitari Davide Piccirillo.

La ricerca nell’Università italiana, oltre ad essere fortemente sottofinanziata, è sottoposta al criterio di funzionalità al mantenimento dell’attuale sistema neoliberale e non le è garantita la sua libertà e indipendenza.
A partire dalla Riforma Gelmini si assiste a una crescente svalutazione dell’Università: la Riforma, oltre a ridurre gli spazi di democrazia all’interno degli Atenei e a marginalizzare il ruolo della rappresentanza studentesca, ha accentuato una governance verticista e aziendalista, ha reso il diritto allo studio sempre più residuale e con risorse insufficienti.

Moltissimi studenti e studentesse meridionali sono costretti a migrare per usufruire di un’offerta formativa migliore, che consenta un reale accesso al mondo del lavoro o che semplicemente risulti più affine alle proprie propensioni, data la limitatezza di scelta talvolta imposta agli studenti negli atenei del Sud. Il discorso politico che deriva da particolari dinamiche gerarchiche utilizza l’inefficienza degli atenei per giustificare un bisogno di razionalizzazione delle risorse e della promozione dei principi di “meritocrazia”, per garantire la quale si applicano i serrati controlli della VQR e dell’ANVUR che mirano a una concentrazione delle poche risorse in pochi atenei “virtuosi”.

Negli ultimi anni abbiamo denunciato la grave carenza in cui versano i servizi per il diritto allo studio. Nella nostra Regione infatti solo negli ultimi anni, a seguito di numerose mobilitazioni, si è raggiunta la copertura totale per le borse di studio, che riguardano però solo una piccola percentuale di studenti e che non sono bastevoli a garantire davvero a tutti gli studenti la possibilità di studiare.
Sono infatti ancora numerosissimi gli studenti che in Puglia rimangono esclusi dagli studentati per carenza di posti alloggio, oltre ad un servizio mensa di scarsa qualità e l’assenza di una agevolazione per il trasporto regionale: siamo quindi ancora lontani da un sistema di welfare studentesco realmente inclusivo ed efficienti.
E’ necessario per questo continuare a mobilitarsi tutti e tutte insieme come comunità accademica, senza una settorializzazione della battaglia, ma con la capacità di guardare complessivamente ai problemi che attanagliano il sistema universitario per rilanciare una mobilitazione e richieste che portino ad un riscatto dell’Università pubblica.

Abbiamo inoltre colto l’occasione della presenza dei quattro candidati Rettore per fare loro presente il nostro percorso di scrittura partecipata di una piattaforma studentesca che vede come centrale il rapporto tra Università e territorio.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *