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Solidarietà ad ANPI Lecce – Non si fa a gara con i massacri

Il 28 Gennaio a.d. 2020, il comune di Lecce decide di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. La senatrice a vita, come si legge dal profilo Facebook dello stesso comune, riceve questa onorificenza in quanto simbolo di “rifiuto dell’odio, del rispetto tra i cittadini”. Nella stessa seduta passa anche la mozione presentata dalla Gioventù Nazionale (movimento giovanile facente capo a Fratelli d’Italia, i cui sentimenti filo-fascisti ora mascherati dal termine “sovranismo” non sono mai stati nascosti); tale mozione vorrebbe che si intitolasse una via a Norma Cossetto, studentessa italiana vittima della violenza da parte dei partigiani jugoslavi nel 1943.

“Un’azione del genere”, si legge sul comunicato Anpi, “è deplorevole e mistifica la memoria della guerra partigiana di Liberazione che fu un fatto storico europeo”. Ma perché? Perché i partigiani hanno voglia modificare la memoria storica? Assolutamente no: il problema sta nel fatto che tale passaggio vorrebbe sfruttare la morte di una studentessa italiana solo per fare da contrappeso all’ottenimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita ex detenuta nei campi di concentramento nazifascisti. Come se il dibattito storico sulla Resistenza al nazifascismo si riducesse ad una semplice conta di morti da affibbiare ad una fazione o ad un’altra.

Naturalmente la risposta dettata da sentimenti post-fascisti non tarda ad arrivare. Si urla immediatamente alla strumentalizzazione, al revisionismo storico, al negazionismo. “Illustrissimi” esponenti come Maurizio Gasparri parlano addirittura di un’interrogazione parlamentare che punti allo scioglimento dell’Associazione dei partigiani di Lecce.
Ebbene, ora più che mai, è compito di ogni mente pensante, urlare a gran voce il sostegno all’Anpi Lecce ed ai sentimenti antifascisti tutti.

Cercare di controbilanciare l’aderenza alla storia di Resistenza su cui si fonda la Repubblica del nostro Paese con la vita di una studentessa vittima del contesto storico: questa è la vera strumentalizzazione.
Sbraitare contro la Resistenza senza la benché minima conoscenza del contesto storico in cui i partigiani jugoslavi operavano: questo è il vero revisionismo storico.
Dimenticare che quanto accadeva, accadeva per ciò che il fascismo aveva fatto di quelle stesse terre: questo è il vero negazionismo. “Dalle affermazioni di coloro che hanno voluto istituire tale ricorrenza sembra che il pacifico e inerme popolo italiano sia stato barbaramente aggredito all’improvviso dagli jugoslavi senza alcun motivo, come avvenne nel V° secolo da parte degli Unni” si legge su di una documentata lettera di un lettore al direttore di VareseNews.

Il punto è che la Resistenza è fatta di storia, di sentimento di libertà da un’oppressione praticata sotto ogni punto di vista. Un’oppressione che aveva un chiaro colore politico ed uno specifico modus operandi violento, razzista e disumano. E tutto ciò che cerca di screditare la Resistenza partigiana non è degna nemmeno del nazionalismo di cui si fregia.

Come sindacato studentesco ed associazione dichiaratamente antifascista, LINK Lecce – Coordinamento Universitario esprime tutto l’appoggio ad Anpi Lecce.
Antifa hier, ora e sempre.

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