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Attendiamo il picco? No grazie, abbassiamo la curva!

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato COVID-19 una pandemia. Il virus SARS-CoV-2, quindi, è destinato a propagarsi in tutto il Pianeta ma, attuando i giusti sacrifici individuali, possiamo fare in modo che il numero di persone vittime della malattia sia il più basso possibile.

COME FARE? Cerchiamo di spiegarlo semplicemente in questo post!

La curva e il picco

Osserviamo il grafico allegato: la curva epidemica rappresenta il numero di nuovi casi di contagio nel tempo. Essa può svilupparsi con due picchi epidemici differenti: uno alto e stretto (area viola), e uno basso e largo (area verde).

AREA VIOLA: Maggiore è il numero di nuovi casi in un determinato periodo di tempo, più ripida è la curva e, dunque, il picco risulta più alto. In tale situazione, il numero di casi che richiedono il ricovero ospedaliero può superare il numero di posti letto disponibili nelle strutture ospedaliere (linea arancione).

AREA VERDE: Minore è il numero di casi in un determinato periodo di tempo, meno ripida è la curva e, dunque, il picco risulta più basso. In tale situazione, il numero di casi che richiedono il ricovero ospedaliero rientrerebbe nei limiti gestibili dal sistema sanitario (linea arancione).

La situazione attuale

Siamo nella fase in cui il virus si diffonde molto più rapidamente (inizio area viola): non siamo ancora fuori pericolo. In questo momento è fondamentale rallentare l’espandersi della malattia (evoluzione area verde) per un chiaro motivo: se il numero dei malati cresce troppo rapidamente, in pochissimo tempo tutti i reparti di terapia intensiva saranno saturi (linea arancione), come sta già succedendo in Lombardia, rendendoci incapaci di fornire adeguate cure a chi ne ha bisogno.

ATTENZIONE! Come si può ben dedurre dal grafico, il picco epidemico è leggibile anche come “la parte della curva dopo la quale inizia la diminuzione dei contagi”. Ebbene, questo avviene esclusivamente se è presente un solo focolaio epidemico. Diversamente, se dal primo focolaio se ne sviluppano altri, con un intervallo variabile di tempo si svilupperanno altrettante curve epidemiche. Di conseguenza, più curve epidemiche (una accanto all’altra) renderebbero difficile, quasi impossibile, osservare un calo nel numero dei nuovi contagi. Quindi, per constatare che si procede verso la soluzione non bisogna aspettare il picco del primo focolaio: bisogna evitare l’insorgenza di ulteriori focolai!

#RESTIAMOACASA PER #ABBASSARELACURVA

È importantissimo attenersi scrupolosamente alle indicazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità e della Protezione Civile. Le misure stringenti adottate servono a garantire che tutti i cittadini sul territorio nazionale possano avere la migliore assistenza medica possibile. Abbiamo il dovere di fare tutto ciò che è in nostro potere per evitare che il sistema sanitario collassi: la diffusione del virus SARS-CoV-2 dev’essere il più graduale possibile per salvare il maggior numero di vite.

RICORDIAMO SEMPRE: COVID-19 non è una semplice sindrome influenzale. Nella maggioranza dei casi può essere superata tranquillamente, ma nel 20% dei casi (una proporzione molto più alta rispetto all’influenza) si manifesta con sintomi gravi, soprattutto in persone affette da malattie croniche, anziane o immunodepresse.

Ecco alcuni link utili:

Coronavirus – Ministero della Salute

Coronavirus – Presidenza del Consiglio

Coronavirus – Istituto Superiore di Sanità

Coronavirus – Regione Puglia

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